26/9/17

Gramsci e la Rivoluzione d'Ottobre

La peculiare formazione di Gramsci gli fece scorgere nelle due rivoluzioni russe del 1917 l’inveramento delle sue concezioni soggettivistiche.
La successiva comprensione della differenza tra “Oriente” e “Occidente” lo portò a una rivoluzione del concetto di rivoluzione, senza fargli rinnegare l’importanza storica dell’Ottobre né la solidarietà di fondo con il primo Stato socialista della storia.
Guido Liguori
A cento anni dalla Rivoluzione d’Ottobre e a ottant’anni dalla morte di Gramsci non è inutile tornare sulla lettura che nel 1917 l’allora ventiseienne socialista sardo diede dei fatti di Russia e anche su cosa poi rimase di tale interpretazione nel suo bagaglio teorico-politico più maturo. La rivoluzione guidata da Lenin, infatti, costituì per il giovane sardo trapiantato a Torino un punto di svolta politico, teorico ed esistenziale a partire dal quale iniziò la maturazione del suo pensiero e la sua vicenda di comunista. Per comprendere come Gramsci si rapportò alla Rivoluzione d’Ottobre occorre dunque partire in primo luogo dalla consapevolezza che Gramsci fu sempre, dagli anni torinesi alle opere del carcere, non solo un teorico della rivoluzione, ma un rivoluzionario.È quanto ebbe a sottolineare Palmiro Togliatti, nell’ambito del primo dei convegni decennali dedicati al pensiero di Gramsci, che ebbe luogo a Roma nel gennaio 1958, affermando: «G. fu un teorico della politica, ma soprattutto fu un politico pratico, cioè un combattente [...]. Nella politica è da ricercarsi la unità della vita di A.G.: il punto di partenza e il punto di arrivo»1.

18/9/17

Gramsci: un hombre que escribió para mantenerse libre

Marco Levario Turcott

Piensen en un niño de once años, quien desde los tres padece tuberculosis osteoarticular –y eso le deformó la columna vertebral– y que así trabajaba cargando bultos más pesados que él mismo, como escribió en su diario, por lo que “muchas noches lloraba a escondidas porque me dolía mucho el cuerpo”.

Piensen en el mismo niño pero ahora de 20 años y una estatura no mayor del metro y medio, como uno de los más ligeros saldos de aquella enfermedad. Él se siente contento porque tiene frente a sí su primera credencial de periodista y una beca para terminar sus estudios. Pero el dinero era muy poco y el joven también lo escribió: “la preocupación del frío no me permite estudiar porque paseo en la recámara para calentarme los pies o debo de estar totalmente cubierto porque no logro aguantar la primera helada”.

Los primeros años del siglo pasado guardan registro de una tremenda actividad intelectual de ese muchacho enfermo a quien le interesó la cultura, la política y la filosofía y que, sin duda, nació para pensar y, por eso, escribió toda su vida. Fue un acucioso crítico de arte, que igual que centraba la atención en el teatro, lo hacía con la música y la literatura, las novelas populares y las históricas –pocas piezas como las suyas hay tan novedosas para diseccionar La divina comedia o Los tres mosqueteros–; pero ese interés tuvo una motivación que remontó a su propio sentido hedonista: él comprendió que en la superestructura, o sea, en la producción de la cultura, se hallaba el potencial principal para que las sociedades integraran un bloque histórico diferente al de la sumisión y control de la clase política dominante. Y eso lo hizo su causa.

15/9/17

Il concetto di rivoluzione in Gramsci dall’Ottobre ai Quaderni

— "... ogni rivoluzione è stata preceduta da un intenso lavorio di critica, di penetrazione culturale, di permeazione di idee [...]
— L'ultimo esempio, il più vicino a noi e perciò meno diverso dal nostro, è quello della Rivoluzione francese. Il periodo anteriore culturale, detto dell'illuminismo [...]
— Fu una magnifica rivoluzione esso stesso".

Guido Liguori

1. Per comprendere le teorie della rivoluzione nelle diverse fasi del pensiero di Antonio Gramsci occorre partire dal seguente assunto: Gramsci fu sempre, dagli anni torinesi alla maturità delle opere del carcere, non solo un teorico della rivoluzione, ma un rivoluzionario. È del resto quanto ebbe a sottolineare con forza Palmiro Togliatti, affermando nel 1958:
G. fu un teorico della politica, ma soprattutto fu un politico pratico, cioè un combattente [...]. Nella politica è da ricercarsi la unità della vita di A. G.: il punto di partenza e il punto di arrivo[i]. Tutta l'opera di Gramsci - aggiungeva Togliatti - potrà essere adeguatamente studiata solo «da chi sia tanto approfondito nella conoscenza dei momenti concreti della sua azione da riconoscere il modo come a questi momenti concreti aderisca ogni formulazione e affermazione generale di dottrina», e anche «tanto imparziale da saper resistere alla tentazione di far prevalere false generalizzazioni dottrinarie al nesso evidente che unisce il pensiero ai fatti e movimenti reali»[ii].

12/9/17

El pequeño mundo íntimo de Antonio Gramsci

Antonio Gramsci ✆ Saverio Montella
Paco Rodríguez de Lecea

Antonio Gramsci murió hace ochenta años, exactamente a las 16.10 horas del 27 de abril de 1937, como consecuencia de una hemorragia cerebral sufrida en la tarde del día 25 en la clínica Quisisana de Roma. En el “mondo grande e terribile”, como solía llamarlo el propio Gramsci, la noticia produjo conmoción. El Comité Ejecutivo de la Internacional Comunista emitió un largo comunicado, que apareció en l’Unità bajo el titular «¡Que el asesinato de Gramsci encienda en el corazón de todos los italianos el fuego sagrado de la libertad!» Los últimos párrafos dicen: 
«El nombre de Gramsci quedará escrito con letras de oro en la bandera de la clase obrera y de los trabajadores que en Italia, en España, en Francia y en el mundo entero luchan para rechazar el infame fascismo y hacerlo desaparecer de la superficie de la tierra. “El ejemplo de su vida de combatiente inspirará a millones de hombres en la lucha por la causa invencible de la clase obrera y del socialismo”. 
Firman el texto Dimitrov, Ercoli, Manuilski, Pieck, Kuusinen, Marty, Gottwald, Moskvine, Florine, Yan Min, Kolarov, Okano, Bronkovski, Losovski, Raymond Guyot, Tuominen. Fue posiblemente Ercoli (Palmiro Togliatti) el redactor principal de aquel texto colectivo, difundido en vísperas de un Primero de Mayo y en una coyuntura crítica, tanto en el campo internacional como dentro de las fronteras de Italia.