19/4/16

Anniversario della morte di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci
✆ Ninoska Durán 
Marcello Paolozza & Aldo Pirone    /   Il 27 aprile ricorre il settantanovesimo anniversario della morte di Antonio Gramsci, un grande rivoluzionario e un grande italiano. Il fascismo lo condannò a 20 anni di carcere con l’intento di non far funzionare quel cervello di cui aveva tanta paura. Il suo pensiero, invece, attraverso i “Quaderni del carcere” scritti nei lunghi e sofferti anni detenzione, divenne uno dei cardini sul quale Palmiro Togliatti costruì, dopo la caduta del fascismo, l’identità del Partito comunista italiano, il suo modo di essere e fare politica. Esso influenzò tutta la seconda metà del novecento italiano sul piano culturale oltre che su quello più specificamente politico, diffondendosi ben oltre i confini nazionali. Sorprendentemente, il crollo del comunismo sovietico e la fine della guerra fredda, contribuirono a rilanciare nel mondo la figura e l’opera di questo grande pensatore e dirigente comunista, facendolo diventare il saggista italiano più diffuso, anche in ambienti politici lontani dal marxismo e dal comunismo e in contesti culturali e geografici assai remoti rispetto all’Italia.