8/9/16

Althusser lettore di Gramsci

Louis Althusser ✆ A.d.
Vittorio Morfino
Tra gli autori della tradizione marxista con cui Althusser si è confrontato nell’elaborazione della sua propria teoria, Gramsci è probabilmente la presenza più costante. Dagli inizi degli anni ’60 fino alla fine degli anni ’70 i riferimenti a Gramsci nelle opere pubblicate in vita, il riconoscimento di un debito o la presa di distanza, permettono di individuare, come su un negativo fotografico, i contorni e gli sviluppi della teoria althusseriana: da Pour Marx a Lire Le Capital, da un dibattito sul pensiero di Gramsci apparso su “Rinascita” sino a Ideologie et appareil ideologiques d’Etat, e ancora da Enfin la crise du marxisme! a Marxisme comme théorie “finie”Althusser non smette di definire la propria posizione in relazione a quella di Gramsci. E, se prendiamo in considerazione i testi pubblicati postumi e i documenti conservati nell’Archivio dell’IMEC, se ne ricava un’impressione ancora maggiore: dagli anni Sessanta in poi troviamo un gran numero di estratti e di note (dalle Note su Machiavelli, dai Textes choisis di Gramsci, dal Materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce, infine dall’edizione critica dei Quaderni curata da Valentino Gerratana), un progetto di articolo per “Rinascita” sul tema “abbandonare Gramsci?” suscitato da Bobbio e Salvadori, il capitolo finale sull’egemonia di Marx dans ses limites, infine un testo intitolato Que faire? interamente dedicato a Gramsci e Machiavelli.

Rispetto a questo confronto di cui i documenti ci testimoniano una complessa stratificazione temporale è utile fissare qualche punto schematico:

in primo luogo va sottolineato che l’incontro con Gramsci dell’estate del ’61 porta con sé anche la lettura Machiavelli costituendo un legame permanente tra i due autori che saranno costantemente pensati l’uno nell’altro, l’uno attraverso l’altro;

in secondo luogo non si può non rilevare la forte ambivalenza del giudizio althusseriano su Gramsci: da una parte, sotto più di un aspetto, il solo precursore nella tradizione marxista nel tentativo di pensare la sovrastruttura ed in particolare la politica, dall’altra il paradigma di una concezione della temporalità e della politica da cui prendere le distanze.

Infine, per quanto riguarda la presa di distanza di Althusser da Gramsci, possono essere rilevate due fasi ben distinte temporalmente: da una critica al misconoscimento della specificità dello statuto delle scienze in generale e della scienza della storia in particolare, tipica della seconda metà degli anni Sessanta, Althusser sposta l’attenzione alla fine degli anni Settanta sulla critica del concetto di egemonia cui imputa la rimozione della dominazione di classe attraverso la denegazione della struttura economica, da un lato, e il misconoscimento del concetto di Stato come macchina speciale, dall’altro.
1. L’incontro con Gramsci
L’incontro di Althusser con Gramsci avviene agli inizi degli anni Sessanta . In una lettera a Franca Madonia del 28 novembre 1961 fa riferimento alla lettura di Gramsci fatta durante l’estate precedente passata a Bertinoro1 .Di questa prima lettura di Gramsci sono testimonianza alcune pagine di estratti e note dattiloscritte conservate con la segnatura ALT2. A 31-05.06 in un dossier “Gramsci sur Machiavel (renvoi au texte italien)” 2 . Qui Althusser prende nota con cura dei tratti essenziali della lettura gramsciana di Machiavelli probabilmente in vista del corso che gli dedicherà nel 1962 3 . Tuttavia cammin facendo la sua attenzione è attirata anche da altri temi: le note di Gramsci sullo sviluppo del pensiero di Marx e sull’importanza della Miseria della filosofia per “la formation de la philosophie de la praxis” 4 , una lunga riflessione gramsciana su sociologia e scienza politica5 , infine un passaggio sull’ideologia che traduce (“p. 294 Ne pas concevoir l’idéologie comme qqchose d’artificiel et de mécanique (comme un habit sur la peau) la concevoir comme ‘la peau qui est produite organiquement’ par l’organisme animal tout entier” 6 ).

Quando poi prende nota di un importante passaggio a p. 128 in cui Gramsci afferma che ogni Stato è etico nella misura in cui la sua funzione è di educare le grandi masse, funzione educativa svolta in positivo dalla scuola ed in modo repressivo dai tribunali, ma anche, da “une multitude d’autres initiatives tendent à cette fin, d’autres activités soi-disant privées, qui forment l’appareil de l’hégémonie politique et culturelle des classes dominantes” 7 , vi aggiunge un commento estremamente significativo:
/// Importante idée de Gramsci: que l’Etat ne se réduit pas à l’appareil d’Etat, mais qu’il inclut toutes sortes d’autres formes de pression etc. que l’Etat est la société politique + la société civile = hégémonie cuirassée de coercition p. 132/// G. contre l’identification de l’Etat et du gouvernement.///8 .
Infine prende nota delle riflessioni del paragrafo gramsciano alle pp. 326-329 su “Animalità e industrialismo” e commenta:
/// thème très important, chez G. et en soi. Que tout nouveau progrès des forces productives et du mode de production suppose de nouvelles attitudes envers le travail, et, à travers ces nouvelles attitudes techniques, tout un bouleversement du mode de vie existant. […] L’idée essentielle de G. est que pour créer ces nouvelles habitudes de vie, ce nouveau mode de vie ordonné en fonction de nouveau contenu de la division de travail, il faut faire de la violence à la nature – cad aux anciennes disciplines devenue “nature” et correspondant aux anciens mode de production –, cette violence, ce dressage sont inévitables – toute l’histoire humaine à considérer de ce point de vue comme un dressage à partir de l’animalité, si elle peut jamais être repérée… Violence inouïe le plus souvent. Qui suppose, cette violence, une coercition caractérisée, et organisée. S’exprimant dans de mesures concrètes, des organisation pratiques et dans une idéologie correspondante ou compensatrice: cf.- le puritanisme […] … et après le succès de cette éducation […] détente … et crise le libertinage 9 .
 Otros temas
2. Da Contraddizione e surdeterminazione all’“Oggetto del Capitale”  
3. Un dibattito su “Rinascita”
4. Da Idéologie et appareil idéologiques d’Etat a La trasformation de la philosophie 
5. La nuova svolta: Marx dans ses limites e Que faire? 
6. Concluzione

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