29/11/15

Gramsci spiegò come chiudere la ‘Questione meridionale’

Alessandro Cannavale   /   Quando Gramsci scriveva di Questione meridionale, soprattutto negli anni della sua prigionia, aveva già ben chiaro che la risoluzione del dramma dei divari nel paese non potesse derubricarsi a mero affaire locale. Nelle sue parole si legge chiaramente la consapevolezza del fatto che il processo risorgimentale si era risolto con un bilancio in rosso (in termini di finanza e di sangue versato) per il Sud.

Tuttavia, l’intellettuale sardo non commise mai l’errore banale di propugnare soluzioni che mettessero a soqquadro il paese, aizzando banalmente una sua parte contro l’altra, sciacallando sulle contingenze socioeconomiche passeggere. Insomma, Gramsci evitò del tutto quei sottoprodotti politici secessionisti di vario segno, presentando, invece, elementi di pensiero ed analisi tuttora preziosi.