12/5/15

Con Gramsci nell'Italia di oggi

Le tesi di Gramsci per un comunismo da raggiungere con vie pacifiche sono ancora attuali? Le motivazioni possono essere valide per un rilancio di un movimento di lotta contro la svendita dello stato?

Felice Di Maro   |   In Italia è in atto una svolta autoritaria di portata storica. Urge fare resistenza sia in ambito sociale e sia contro le scelte liberiste di economia nonché proprio contro i processi in atto di oscurantismo culturale. Siamo in una fase nella quale le istituzioni sono occupate da gruppi di potere senza scrupoli e la democrazia si sta azzerando mentre avanzano nuove forme di miseria con la riduzione sistemica del potere di acquisto di salari, stipendi e pensioni. Penso che sia importante sottoporre a verifica corrente se le tesi che impegnarono Antonio Gramsci nella formazione del suo programma che si colgono nei Quaderni dal carcere possono ancora essere valide.

Com’è noto i Quaderni del carcere sono appunti che Gramsci ha scritto a partire dal febbraio del 1929 fino al 1935 durante la sua prigionia nelle carceri fasciste. Vennero pubblicati in una prima edizione tra il 1948 e il 1951 con un ordine tematico ottenendo un grande impatto nel mondo della politica, della cultura, della filosofia e delle altre scienze sociali dell'Italia del dopoguerra. Nel 1975, curata da Valentino Gerratana, è stata pubblicata una edizione critica con un'accurata ricostruzione cronologica. Certo in carcere le condizioni non erano tali per approfondire i vari temi ma l’impianto è chiaro: in Italia si voleva raggiungere il comunismo con metodi democratici senza operare scontri armati come nel 1917 in Russia.