5/2/15

Antonio Gramsci, l'eretico che non perse mai la tenerezza

Intervista alla saggista Noemi Ghetti: non solo ateo e anticlericale, anche nel rapporto con le donne il padre della Sinistra italiana è un'anomalia nella storia del Comunismo

Federico Tulli   |   La crisi della politica e quella della Sinistra in particolare ha stimolato negli ultimi anni la pubblicazione di numerosi libri su Antonio Gramsci. Tra questi il saggio di Noemi Ghetti Gramsci nel cieco carcere degli eretici (L'Asino d'oro edizioni, 2014) spicca per l'originalità della chiave di interpretazione del corpus teorico gramsciano proposta al lettore. L'autrice infatti riporta in luce la dimensione dell'insegnamento e del pensiero gramsciano che lo stesso Partito comunista italiano per tutto il secondo Novecento ha progressivamente teso ad insabbiare. La dimensione laica della società, il rifiuto della cultura di matrice cattolica, lo sdegno per l'ingerenza politica del Vaticano nelle cose italiane. Ecco allora la critica serrata del fondatore de L'Unità all'intera filosofia di Benedetto Croce, sviluppata nel Quaderno 10, e alla sua funzione di «papa laico», «strumento efficacissimo di egemonia» e «leader del revisionismo» presso l'opinione pubblica italiana ed europea. E poi ancora l'analisi approfondita di Gramsci sino alle radici della secolare egemonia cattolica e del potere politico ed economico che questa religione ha esteso nel mondo a partire dal cuore dell'Italia. Infine la questione dantesca. Studioso di linguistica, scrive Ghetti in introduzione, Gramsci delinea uno schema per la storia degli intellettuali italiani, in cui la «quistione della lingua» dalle origini duecentesche si intreccia con la «quistione cattolica», e dal 1870 con la «quistione vaticana».

La construcción del discurso político de Podemos

Pablo Iglesias ✆ Fran Moreno
Se basa esencialmente en la reformulación en el contexto español de los postulados de Antonio Gramsci, y especialmente Ernesto Laclau

Eduardo Bayón   –   Con el paso de los meses, el ascenso de Podemos, y el ruido que se genera en la confrontación política diaria, pocos son los análisis que profundizan y diseccionan lo suficiente en la elaboración y articulación del discurso del partido de Pablo Iglesias, desde que aquel 25 de mayo irrumpiera en las elecciones europeas. La construcción del discurso político de Podemos se basa esencialmente en la reformulación en el contexto español de los postulados de Antonio Gramsci, y especialmente Ernesto Laclau.

Empezaremos por el principio, como todo, el discurso de Podemos surge en un tiempo y en un momento político y social determinado. La crisis económica y financiera, sumada a la crisis política, o lo que es lo mismo, la crisis de legitimidad de las instituciones políticas de nuestro país, ha provocado un colapso en el sistema de partidos español que se evidencia a través de las siguientes tres causas, y que son las mismas que apuntaba Jana Morgan en su libro, “Bankrupt of representation and party system collapse” (2012), al analizar la caída de los sistemas de partidos de Italia, Colombia, Venezuela y Bolivia.