10/11/14

Come quello di Berlino crolla il muro di silenzio su Gramsci

Carlo Patrignani   |   Venticinque anni fa crollava il Muro di Berlino e per l’elefante dai piedi d’argilla, il fantastico e venerato comunismo realizzato da Iosif Stalin, fu la fine: sotto le macerie si depositarono i sogni infranti e le speranze planetarie spezzate della fallita liberazione dell’uomo degradata nel suo opposto, tenuto nascosto per decenni: le purghe del Grande Terrore prima e poi i gulag, per l’eliminazione fisica dei dissidenti. Come un miraggio, venticinque anni dopo il traumatico tracollo del mito dell’Urss e del suo micidiale protagonista, propagandati in Italia, al ritmo di adda venì Baffone o del ritornello…e noi faremo come la Russia chi non lavora non mangerà, dal Migliore paladino di Stalin, Palmiro Togliatti, irrompe sulla scena culturale Gramsci nel cieco carcere degli eretici, per L’Asino d’oro edizioni, opera della calda, forbita e graffiante penna di Noemi Ghetti. Un libro, un bellissimo libro, di certo ben scritto, di quelli, rarissimi nel vuoto d’idee di oggi, che hanno il pregio di riconciliare il lettore con il fascino della buona lettura, quella che sa catturare attenzione e curiosità.