9/8/14

Palmiro Togliatti, il documento: La ‘strana’ lettera di Ruggiero Grieco ad Antonio Gramsci

Abbiamo visto come da questa lettera sia partita l'interpretazione che, secondo la tesi di Paolo Spriano e ritenuta credibile per decenni anche da tanti comunisti italiani, vedeva come protagonista Palmiro Togliatti, il quale avrebbe avuto (nonostante quasi due decenni di amicizia fraterna) un interesse personale e politico a “togliere di mezzo” il compagno Nino Gramsci. Per molti Togliatti, non avrebbe esitato a sacrificare il capo dei comunisti italiani in nome di una “realpolitik”. E altri ancora, hanno letto questa vicenda come la dimostrazione della cosiddetta “doppiezza” togliattiana. Questa vicenda ha offerto ulteriori sviluppi storici e la maturazione di una sostanziale innocenza di Palmiro Togliatti.

La lettera di Grieco a Gramsci è datata 10 febbraio 1928.
Carissimo Antonio,
è da un pezzo che non ti ho scritto, ma sono certissimo che tu non avrai mai inveito contro il mio e il nostro silenzio. Noi ti siamo stati vicini sempre anche quando tu hai avuto ragione per non sospettarlo, e abbiamo saputo notizie di te, e della tua salute. Anzi, ci si dice ora, che tu non stai bene; e vorremmo saperlo, per nostra tranquillità, ciò di cui avresti bisogno, e che cosa noi possiamo fare per te. Tutto quello che ci è stato chiesto, per te, noi lo abbiamo fatto, sempre. Non ho visto Giulia, ma la vedrò. Tutti, dovunque, parlano di te. Ti salutano.
Ora vorrei darti qualche notizia, ma temo di incorrere in una infrazione alle norme carcerarie... La situazione in Russia è solidissima, malgrado gli allarmi gettati da tutta la stampa, borghese e socialista. Le misure prese contro Trotskji ed altri sono state, certo, dolorose, ma non era possibile fare diversamente. La minaccia di guerra contro l'URSS non è agitata per far venire i vermi ai bambini, ma è una realtà concreta e – da qualche elemento più visibile – concretissima. Si tratta di stabilire e prevedere se prima che si realizzi un blocco antirusso, si scatenino altri conflitti tra potenze: insomma se si arriverà al blocco antirusso prima che siano (temporaneamente) superati i grandi conflitti tra le potenze. In fondo le due prospettive sono una sola. E con tale prospettiva non si può giocare all'opposizione! La situazione internazionale è grave: la stabilizzazione ha aperto e acuito numerose contraddizioni. La Germania sarà tra non molto il paese più forte d'Europa, e chiederà (perchè lo potrà chiedere) di avere un esercito. Sarà questo il compenso che la Germania chiederà per entrare nel blocco antirusso! Ma che razza di compenso...
So che leggi, dunque hai dei libri. Cosa leggi? Di cosa ti occupi particolarmente? Io non ho molto tempo per occuparmi di letture letterarie: tu, che hai la “fortuna”!, di poter leggere puoi chiedermi quali libri desidereresti e dirmi se posso mandartene.
Ho chiesto più volte a Palmiro di assumersi il compito di curare la scelta e la pubblicazione di quei tuoi articoli antichi. È vero che la ricerca degli scritti pubblicati su vari giornali è oggi per noi meno facile di ieri; ma Palmiro non ha il “coraggio” di affrontare l'impresa. Che ne dici?
… Io ti abbraccio forte e ti mando i miei auguri e saluti, e i saluti e gli auguri di tutti. A te e a tutti arrivederci.
Ruggero.
Questa è la lettera che ancora nel 1933, in una lettera a Tania Schucht, Gramsci aveva giudicato “strana”. La sensazione che egli provava era quella di essere stato lasciato solo a marcire nel carcere politico di massima sicurezza di Turi. Nella lettera di Grieco è infatti contenuta, in modo apparentemente innocente, la decisione di Togliatti di non occuparsi della raccolta degli scritti di Gramsci, per mancanza di “coraggio”. Come se questa decisione fosse ultimativa. Sappiamo dai documenti storici che non andò così. Già nel marzo del 1927, Palmiro Togliatti, da Parigi, scriveva: “La storia del nostro partito è ancora da scrivere. Chi la scriverà e saprà cogliere, al di sopra delle particolari vicende politiche e organizzative, la grande linea della formazione storica di esso come avanguardia della classe operaia, dovrà dare ad Antonio Gramsci il posto d'onore”.
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