24/7/14

Un ‘selfie’ con Gramsci

Franco Faccio    |   AAA cercasi partito, movimento politico e sigla sindacale che rappresenti disoccupati, operai e lavoratori sfruttati, perché siamo alla frutta. Faccio una proposta al sindacato, la cosiddetta parte sociale, quest’anno invece del solito “autunno caldo”, facciamo “l’inverno caldo”così risparmiamo il riscaldamento, oppure “l’estate fredda” così risparmiamo il condizionatore.

La classe politica e il sindacato dovrebbero essere al servizio delle persone, difendere la dignità dei pensionati, dei disoccupati, dei lavoratori e delle lavoratrici. I partiti e i sindacati dovrebbero saper coinvolgere ogni singolo individuo, ma questo non accade: perché? proviamo allora ad immergerci in questo meraviglioso viaggio per conoscere più profondamente di cosa stiamo parlando.

Parliamo di Partito Democratico ? Ok, analizziamo bene… Partecipano alla marcia per la pace Perugia-Assisi e autorizzano missioni militari. Governano con le destre e si iscrivono all’A.N.P.I. Si proclamano il partito dei lavoratori e non aderiscono mai ufficialmente alle manifestazioni dei metalmeccanici. Vogliono le quote rosa e riservano alle donne solo incarichi di rappresentanza.

“Il Pd è il male di questo paese, ma crede di essere la cura”.

Che dire dei pentastellati? Hanno belle idee, si mostrano attenti ai veri problemi dei cittadini, però sempre e solo col pensiero rivolto alle remunerazioni di questo o quel parlamentare. La politica deve essere altro, per non parlare dell’alleanza in campo europeo con l’estrema destra di Farage.

Il partito di Forza Italia, anche solo per il nome, sembra una sputtanata alle gesta di atleti, calciatori e tifosi che vogliono esprimere il proprio consenso nei confronti di una nazione che concorre in qualche gara sportiva.

Nel N.C.D (Nuovo centro destra) vedo un problema di coerenza:  se fossero davvero di destra non governerebbero con partiti che si proclamano di centro sinistra… Poi vabbeh… se questa è sinistra io sono Marchionne.

La Lega Nord che fa campagna elettorale con ” basta clandestini e fuori dall’euro”: troppo facile parlare allo stomaco e alle paure, sappiamo bene che non basta essere contro temi così complicati per essere credibili.
SEL, che dovrebbe essere attenta alle problematiche dei lavoratori e delle lavoratrici,  si spacca sulla lista Tsipras, unica vera opportunità di sinistra in questo paese.

Rifondazione Comunista, il partito che appoggio, ridotto al fantasma di quello che era solo qualche anno fa, a causa di scelte disgraziate di dirigenti senza rispetto per la propria base ed il proprio elettorato. Di liste civiche ne ho abbastanza, penso sempre che non abbiano né capo e né coda, si formano solo ed esclusivamente sotto elezioni, per avere qualche ruolo di potere.

Attraversiamo una crisi profonda, che é oltre che economica valoriale: manca la rappresentanza per gli ultimi, per i più deboli, per chi non ce la fa, per i disperati. Non voglio credere che possa durare a lungo questo continuare a vivere come se niente fosse da parte di tutta la classe politica e sindacale.
Vogliamo parlare di Uilm e di Angeletti? Di Cisl e di Bonanni? Di Ugl e di Centrella? O di Cgil e di Camusso?

No grazie, parliamo di persone, di diritti e di doveri e non di caste.

In una società sana il parlamentare o il sindacalista sono delle persone normali che stanno lavorando per noi, invece diventano dei divi. Mi dispiace e provo compassione nel vedere i tanti che subiscono il  fascino del potere e trattano il politico o il sindacalista di turno in modo reverenziale e compiacente. Si sprecano selfie con questo o quel deputato, senatore o dirigente sindacale, e anche a livello locale non si scherza affatto: nell’ultima campagna elettorale ho visto gente andare in chiesa a pregare chissà quale Dio, dato che non erano mai andati prima, ed essere presenti a qualunque evento che portasse voti per se o per il proprio partito. Una pena totale.

Allora che facciamo?  Ragioniamo con la nostra testa e continuiamo la nostra lotta: la strada è lunga, la strada è in salita, ma vorrei essere e dovremmo essere come uno scalatore che vuole arrivare in cima.

Gramsci voleva un rinnovamento della società, e dedicò la sua vita a questo scopo. Ma sapeva bene che per fare una rivoluzione, o anche semplicemente una riforma, non basta prendere il potere; e che anzi il potere è proprio ciò che resiste a ogni modifica. Per cambiare il mondo occorre che il cambiamento in sé sia gratificante, che diventi un atteggiamento morale, non un obiettivo ideologico: “Quando si riesce a introdurre una nuova morale conforme a una nuova concezione del mondo, si finisce con l’introdurre anche tale concezione”.

Lottiamo per le cause in cui crediamo, basta un piccolo gesto ogni giorno e possiamo farcela, questa è la strada che porta alla realizzazione pratica delle nostre idee, per tutti i lavoratori e i senza lavoro che mai come ora hanno bisogno di essere rappresentati da un nuovo soggetto politico che difenda, una volta e per sempre, tutti gli esseri umani.