21/5/13

Gramsci y la personalidad artística de Luigi Pirandello

  • Su teatro vive estéticamente en su mayor parte solo si es "representado" teatralmente, teniendo a Pirandello como primer actor y director. (Entendiendo todo esto con mucha sal.)
Luigi Pirandello ✆ Center Colwidth 
En otro lugar he observado cómo en un juicio crítico-histórico sobre Pirandello, el elemento "historia de la cultura" debe 'ser superior al elemento, "historia del arte", es decir, que en la actividad literaria pirandelliana prevalece el valor cultural al valor estético. En el cuadro general de la literatura contemporánea, la eficacia de Pirandello ha sido más grande como "innovador" del clima intelectual que como creador de obras artísticas. Ha contribuido mucho más que los futuristas a "desprovincializar" al "hombre italiano", a suscitar una actitud "crítica" moderna en oposición a la actitud "melodramática" tradicional y ochocentista.

La cuestión es, sin embargo, mucho más compleja de lo que aquí parece. Y se plantea así: los valores poéticos del teatro pirandelliano (y el teatro es el terreno más propio de Pirandello, la expresión más completa de su personalidad poético-cultural) no sólo deben ser aislados de su preponderante actividad de cultura, intelectual-moral, sino que también deben sufrir una limitación ulterior ya que la personalidad artística de Pirandello es múltiple y compleja.

Gramsci, Pirandello e un lapsus rivelatore

Luigi Pirandello
✆ Fernando Vicente
Andrea Camilleri

Come si sa, dal 13 gennaio 1916 al 16 dicembre 1920, Antonio Gramsci è stato il critico teatrale dell’Avanti!. Ha avuto modo così di vedere, tra le innumerevoli altre, ben undici messinscene di testi di Luigi Pirandello, alcuni dei quali fondamentali per la comprensione della sua drammaturgia. Vale la pena di ricordarne i titoli: Pensaci, Giacomino; Liolà (in dialetto), Così è (se vi pare), Il Piacere dell’onestà, ‘A Birritta cu i ciancianeddi (naturalmente in dialetto), Il Giuoco delle parti, L’Innesto, La Ragione degli altri, Come prima meglio di prima, Tutto per bene e l’atto unico Cecè. Peccato che non potè assistere alla rappresentazione dei Sei personaggi nel 1921, ma in quell’anno il politico Gramsci era in altre faccende affaccendato: infatti, in quello stesso 1921, il suo giornale, “L’Ordine nuovo” sarebbe diventato quotidiano e poi ci sarebbe stata la scissione durante il diciassettesimo congresso del P.S.I, a Livorno, che avrebbe dato origine, per opera di Gramsci e Bordiga, al Partito comunista d’Italia. Negli anni immediatamente successivi, Gramsci soggiornò molto all’estero, e poco dopo il suo rientro in Italia, venne, nel 1926, arrestato e, nel 1928, condannato dal Tribunale speciale fascista a 20 anni e 4 mesi di reclusione. Morì nel 1937 poco tempo dopo essere stato rimesso in libertà non certo dietro sua domanda di grazia.

Antonio Gramsci critico teatrale di Luigi Pirandello

  • “Sai che io, molto prima di Adriano Tilgher, ho scoperto e contribuito a popolarizzare il teatro di Pirandello? Ho scritto sul Pirandello, dal 1915 al 1920, tanto da mettere insieme un volumetto di 200 pagine e allora le mie affermazioni erano originali e senza esempio: il Pirandello era o sopportato amabilmente o apertamente deriso” / Gramsci alla cognata Tatiana, 19 marzo 1927
Luigi Pirandello
✆ David Levine 
Antonio Gramsci fu critico teatrale dell'Avanti! da Torino per quattro anni, dal 1916 al 1920. Ripubblichiamo qui di seguito tutte le sue  recensioni teatrali delle pièce di Pirandello, sicuramente un po' invecchiate, ma splendidi esempi di giornalismo e di scintillante prosa italiana

“Pensaci Giacomino”

Questa commedia di Luigi Pirandello è tutta uno sfogo di virtuosismo, di abilità letteraria, di luccichii discorsivi. I tre atti corrono tu un solo binario. I personaggi sono oggetto di fotografia piuttosto che di approfondimento psicologico: sono ritratti nella loro esteriorità più  che in una intima ricreazione del loro essere morale. É questa del resto la caratteristica dell’arte di Luigi Pirandello, che coglie della vita la smorfia più che il sorriso, il ridicolo più che il comico: che osserva la vita con l’occhio fisico del letterato, più che con l’occhio simpatico dell’uomo artista e la deforma per un’abitudine ironica che è l’abitudine professionale più che visione sincera e spontanea.