17/10/13

Un monumento per Antonio Gramsci a New York, nel cuore del Bronx | Il risveglio di Gramsci (Gramsci Awakening)

Enzo Soderini  |  Howard Zinn il noto storico Statunitense autore di: A People’s History, un trattato storico che ripercorre le origini dal colonialismo, alla Guerra civile fino alle lotte operaie di Lawrence nel Massachusset del 1912, in uno storico sciopero unitario degli operai/operaie di oltre 51 diversità culturali che lavoravano nelle industrie tessili. Un evento noto con il nome di Bread and Roses a simbolizzare che si può lottare ed amare un’idea delle donne che ne furono le vere protagoniste accanto a uomini come Ettor Joseph e il poeta italiano Arturo Giovannitti. Un evento che ispirò il pittore Fasanella che lo immortalò nei suoi quadri. In seguito, Howard Zinn promosse “lo sbarco” di K. Marx a Soho, New York con un testo letterario lodevolmente recitato con successo in tutte le maggiori città degli USA tracciandone sapientemente una riflessione politica universale in una contestualità attuale.


Cosi anche Antonio Gramsci è stato “piantato” nel cuore della Forest House nel Bronx, dove vivono le comunità etnicamente isolate di Afro Americani ed ispanici di lavoratori, pensionati e disoccupati; in quei, project houses, costruiti nel periodo Roosveldiano durante la crisi del 1929 (New Deal) anche per essere visibilmente e fisicamente identificati contro una eventuale escalation della crisi economica. Dunque, dopo K. Marx Gramsci, uno dei pensatori più importante della storia moderna, così l’ha definito Berman Marshall Filosofo e professore emerito da poco scomparso. Un Gramsci che ha riscaldato e fermentato le menti di molti intelelttuali americani da Dashielle Hammett che ne ha diffuso i testi in inglese e ne ha intepretato il pensiero inserendolo nella realtà attuale. Mentre altri intellettuali Come Noam Chomsky, Edward Said e Cornel West hanno valorizzato il concetto di egemonia culturale e fornito l’esempio di come gli intellettuali sono attivi nella società civile. Un Gramsci che “esce dalle ceneri” Pasolini. Fu hammett insieme a Joseph Buttigiegg ad innagurare nel 1991 a New York, l’International Gramsci Istitute (IGS). Ne segui un lavoro diligente e sistematico si costruì un laboratorio di pensiero che suscitò e rinnovò un ulteriore interesse in molti campus universitari degli USA.

Gramsci sosteneva che tutti siamo in un certo modo intelelttuali perciò attivarsi tra la gente è un compito arduo ma vitale per la definizione d’intelelttuale. Ecco perché l’iniziativa, nel Bronx, dell’artista svizzero Thomas Hirschborn assume un significato originale che capovolge la teoria accademica dell’uso circoscritto delle conoscenze ma li sposta direttamente dentro la struttura dove va applicata la prassi del cambiamento dove l’essere diviene un soggetto attivo. L’intuizione dell’ artista e quella della DIA Fondazione per la promozione dell’Arte e di numerose altre fondazioni tra le quali New York City Cultural Affairs con il contributo di numerosi accademici che insieme alla comunità del Bronx hanno realizzato questo progetto. Questo ha indubbiamente avuto il merito simbolico e pratico nel cercare gli stimoli per attivare in questa realtà la nozione della coscienza di gruppo una sfida/challenge allo status quo dell’elite intellettuale. Un progetto che è stato realizzato con mezzi semplici ma con soggetti di primo piano con un interessante percorso didattico composto da una rica biblioteca con decine di testi, un programma radio alive dove sono intervenuti centinaia di giovani ad esprimere le loro opinioni su temi correnti come quello dello Stopand-Frisk della polizia verso I giovani d’origine afroamericana e ispanica fermati e interrogati solo in virtùdelle loro apparenze sospettose. Per esempio nel corso del programma radio, impiantato nel centro del progetto Gramsci, si sono confrontati un ex poliziotto… e una  giovane vittima: “Mi hanno fermato senza un motivo preciso ero vestito come tanti altri .” Lo so noi, poliziotti, eravamo stati istruiti per individuare i “sospetti” dalle descrizioni dateci così le caratteristiche riflettevano quelle di molti giovani che venivano arrestati. “ecco perchà mi sono dimesso ha affermato l’ex poliziotto da un sistema in cui non mi riconoscevo più.

Anche la Guerra in Siria per esempio è un tema in cui la nozione dell’egemonia diventa rilevante con le dovute distinzioni sull’uso della “soft power” elaborate da J Nye più incline all’approccio multilaterale e alla cooperazione economica, invece la ”hard power” che sostiene l’approccio unilaterale, con l’uso militare per la quale si crea una allenaza centralizzata. Due teorie diverse con correnti di pensiero che si misurano nell’azione. Ecco che il concetto di egemonia di Gramsci diventa attuale e gli ridà una rilevante autorevolezza. Infatti ,Gramsci, già identificava l’egemonia in varie forme:
“la misura decisiva per stabilire cosa deve intendersi per grande potenza è data dalla Guerra” “è Grande Potenza quello stato che-entrato in un sistema di alleanze per una Guerra-“ p.208 (note su Macchiavelli – Quindi l’oggetto dell’egemonia di una grande forza militare è legato alla possibilità di una Guerra è come trovarsi sotto una minaccia continua.
Gramsci aggiungeva che: “La grande Potenza è Potenza egemone, capo e guida di un sistema d’alleanze e di intese di maggiore o minore estensione” ibid pag 207
Questi sono concetti che vanno ulteriolmente esaminati per cercare di capire come Gramsci definiva l’egemonia e gli egemoni che avrebbero condizionato le relazioni internazionali. Una considerazione che ci invita a pensare che; delineare l’egemonia di stato non è una pura applicazione meccanica ma un risultato di tante azioni convergenti per raggiungere al più presto l’interesse economico.
 Al di là di tante analisi e fiumi di libri. Gramsci è una testimonianza viva di ciò che può fare un individuo anche in circostanze difficili. Egli sosteneva: ”(istruitevi perchè abbiamo bisogno della vostra intelligenza, organizzatevi perchè abbiamo bisogno della vostra  forza”. È un messaggio che l’individuo ha disperatamente bisogno per contrastare il nuovo nichilismo mediatico da cui nasce ciò che anche lui definiva INDIFFERENZA.

Una forza negativa che va spandendosi dal ceto dei lavoratori a quello degli intellettuali sempre più confortevoli nell’agire nel proprio giardino. Forse questo è il monito più rilevante di Gramsci affinchè ci debba incoraggiare a creare i nostri propri spazi e mezzi di diffusione per trasmettere le nostre verità per informare ed educare ed organizzare sempre più individui per far nascere nuove conscienze. Il progetto nel cuore del Bronx, brillantemente realizazato da Thomas Hirschborn ha precisamente questo messaggio: Migliorare se stessi perchè è solo così che si può migliorare il mondo nel difficile percorso che ci attende.