23/2/13

Il percorso di Wolfgang Fritz Haug / Gramsci, Brecht e il marxismo plurale

Elisabetta Roggero

Il contributo che segue è l’adattamento di un paragrafo estratto dalla Tesi di Dottorato intitolata alla Ricezione di Gramsci in Germania (1927-1989) che, attraverso un percorso storico-bibliografico, intende dare un’idea della presenza dell’opera e del pensiero di Gramsci nella DDR e nella BRD. Il periodo preso in esame parte dal 1927, quando la Germania alla vigilia dell’avvento nazista, attraverso la penna di Alfons Steiniger conquista inconsapevolmente il primato d’essere il primo paese straniero in cui Gramsci è non solo nominato, ma il caso del «Processone» di cui Gramsci è drammaticamente protagonista, è avvicinato dal giornalista al caso Sacco e Vanzetti ed è paventato per la Germania il medesimo destino a cui è sottoposta l’opposizione italiana dal regime fascista di Mussolini.

L’esilio e la tragica repressione di qualsiasi opposizione, la guerra e infine la ricostruzione limitano gravemente qualsiasi tipo di divulgazione dell’opera del Sardo in questo contesto linguistico. Solo a partire dagli anni Cinquanta, molto timidamente, in DDR e dagli anni Sessanta in BRD, a seguito dei fermenti teorici introdotti dal movimento della contestazione studentesca, si potrà leggere il nome di Gramsci nella saggistica in lingua tedesca. Dagli anni Settanta Gramsci appare ampiamente nella letteratura teorico-politica della Repubblica federale come il padre della teoria Eurocomunista, mentre a partire dagli anni Ottanta in DDR si procede con la lettura critica - esigua, ma qualitativamente apprezzabile - delle teorie linguistiche, letterarie e popolari-nazionali di Gramsci. Alla vigilia degli anni Ottanta risale il primo scritto di Wolfgang Fritz Haug che getta i primi semi di quello studio che, ormai maturo a distanza di quasi tre lustri, sarà coronato nella sua analisi della filosofía di Brecht e Gramsci. Un lavoro che pone un punto di partenza documentato e filosoficamente solido nell’analisi e confronto dell’opera del poeta di Augusta e delle note del Sardo, un’opera che, è da riconoscere, in Italia non ha ricevuto l’attenzione che merita.

Oltre alla componente filosoficamente innovativa, inizia, grazie all’opera di Haug e degli studiosi che contribuiscono alla rivista «Das Argument» una vera e propria divulgazione del pensiero di Gramsci. Questa differisce profondamente dai tentativi precedenti non solo per un’organizzazione sistematica, ma soprattutto per un afflato politico e culturale non riducibile e non riconducibile a strumentalizzazioni dell’opera del Sardo in vista di nuovi contesti politico-partitici. Il fermento culturale in questa direzione renderà sempre più palese la necessità di una traduzione integrale e critica dell’opera del Sardo in lingua tedesca. Il progetto di traduzione dei Quaderni gramsciani, ideato a partire dalla cerchia di intellettuali che gravitano attorno alla rivista, prende forma dopo il 1989 con l’organizzazione un’équipe di studiosi gramsciani proveniente dalla BRD, dalla DDR e dalla Svizzera tedesca, all’opera per oltre un decennio.
http://www.wolfgangfritzhaug.inkrit.de/