20/9/10

La NATO e l'America Latina


Massimo Rondine
E' sotto gli occhi di tutti il fatto che la NATO, l'alleanza militare più potente al mondo, attraversi una fase di frenetica espansione. Dall'integrazione di Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, ai candidati paesi baltici, agli aeroporti e territori di Croazia, Bosnia, Albania e, tra breve pure Kosovo, l'egemonia totalitaria delle potenze occidentali pare non avere nessun freno (da leggere: trattati, tribunali e/o convenzioni internazionali). Quello che ci preme sottolineare é che questa galoppante espansione non é il frutto di una politica militarista fine a se stessa.
Non illudiamoci, come fa certo pacifismo filosofico-morale, che si tratti di una "follia" reazionaria.
Non ci troviamo di fronte a dei pazzi scatenati ma a dei lucidi, freddi, razionali calcolatori. L'aspetto militare é l'argine, il fronte dello sfruttamento capitalistico. La funzione della NATO é semplicemente quella di garantire l'oligopolio, il controllo e lo sfruttamento dei mercati, delle risorse energetiche e dei lavoratori necessari all'industria occidentale. Attraverso criminali e vigliacche aggressioni (dall'alto dei cieli) o utilizzando il peggio del neofascismo paramilitare, i militari hanno cioé lo specifico compito di intervenire laddove i "pacifici" meccanismi di indebitamento forzato imposti da FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE e BANCA MONDIALE non siano sufficienti a sottomettere un popolo. Non a caso i paesi che dettano legge in seno a queste due istituzioni di strozzinaggio internazionale sono gli stessi paesi che dettano legge in seno alla NATO.
Questa breve introduzione serviva per focalizzare meglio l'oggetto vero di questo breve intervento: Gli U.S.A. e l'America Latina.
Il cortile dello Zio Sam
E' risaputo pure che l'America Latina é suddivisa in svariati differenti stati i cui lavoratori, contadini, operai, minatori e braccianti sono completamente asserviti agli interessi ed alle esigenze delle imprese multinazionali statunitensi (con un certo spazio concesso alle multinazionali europee -il libero mercato non é ancora scomparso-).
In America Latina la mole degli investimenti nord-americani, le risorse minerarie, le monocolture di caffé, frutti tropicali e legnami, rendono necessario il mantenimento e lo sviluppo di un sistema di dominio spietato. Essendo strategici gli interessi degli Stati Uniti in quelle terre, diventa strategico per gli Stati Uniti mantere su quelle terre un controllo militare pressocché assoluto.
Questo controllo militare si concretizza in quattro modi:
1- Attraverso attività di consulenza, addestramento e supporto informativo rivolte alla crema degli ufficiali di tutti gli eserciti e forze di polizia latino-americane.
Oltre ai consulenti militari statunitensi che infestano quelle zone, la struttura permanente creata allo scopo di fornire la più bestiale educazione militare ai giovani ufficiali latino-americani é la "School Of Americas" (Scuola delle Americhe) con sede a Fort Benning, Georgia (USA) e Fort Gulick, Panama. In queste strutture solo dal 1995 al 1997 sono stati "istruiti" 2390 cani da guerra. Inutile approfondire il tipo di addestramento impartito: guerra psicologica, contro-insorgenza, tortura, formazione e gestione di forze paramilitari, ecc. (per approfondimenti: http://www.soaw.org/ -sito web della associazione "School Of Americas Watch").
Le tattiche della guerra a bassa intensità (Low Intensity Conflict-LIC) vengono inculcate in quanto nuova frontiera (in realtà un aggiornamento delle tattiche contro-insorgenti naziste sperimentate in tutta Europa e URSS nella II guerra mondiale) della più ampia strategia contro-rivoluzionaria. Non a caso, da quando in Messico si sono manifestati l'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (1994) e l'Esercito Popolare Rivoluzionario (1996) gli ufficiali messicani graduati a Fort Benning raggiungono nel 1997 il 30% del numero totale degli ufficiali latino-americani ivi addestrati.
Sul bollettino internazionalista Quemada così come in questo stesso osservatorio, è stata presentata ai lettori una recensione abbastanza particolareggiata del manuale da campo della guerra a bassa intensità, l'FM-100, reso pubblico dal Dipartimento della Difesa USA (http://www.atsc-army.org/cgi-bin/atdl.dll/fm/100-20/). In questo manuale si può leggere la teoria generale dell'intervento militare degli Stati Uniti in paesi terzi. Cioé l'aggressione "a bassa intensità" di questo o quel paese a seconda, ovviamente di come si collocano gli interessi nazionali USA. Vi sono alcuni passaggi molto chiari.
Gli USA possono sostenere "... un governo esistente (es. Turchia contro PKK, ndr) o una insorgenza (come l'UCK o la guerriglia contras in america centrale, ndr). Entrambe nell'ambito e tramite una mobilitazione del popolo..." e ancora "...sotto la direzione delle autorità nazionali le forze militari statunitensi devono assistere gli insorti o i governi che vi si oppongono (...) Se gli Usa sostengono gli insorti (fornendo loro conoscenze) gli aiutano con avvisi, equipaggiamento e altre forme appropriate (... se invece) scelgono l'opposizione all'insorgenza, queste conoscenze vengono trasmesse per disarticolare i movimenti degli insorti...".
Sono previsti inoltre "...Bombardamenti e attacchi aerei e navali per distruggere obiettivi dall'alto valore o dimostrare la capacità di farlo. I raid sono operazioni di bassa intensità operativa con penetrazione nel territorio ostile per carpire informazioni, selezionare gli obiettivi e distruggerli..." (Panama, Iraq e Jugoslavia insegnano...).
2- Con la scusa della lotta al narco-traffico (e lo sanno tutti che la CIA é uno dei cartelli di narco-trafficanti con la rete più potente del mondo) gli Stati Uniti possono giustificare la presenza fisica di discreti contingenti militari che operano sotto la copertura della DEA (Drug Enforcement Administration) con funzioni di repressione dei movimenti sociali e delle guerriglie rivoluzionarie (tacciate appunto di essere terroriste e narco-trafficanti).
3- Attraverso una politica di riarmo per tutto il continente fomentata dall'amministrazione Clinton, e attraverso l'agganciamento come "socios especiales" (soci speciali) dei paesi latino-americani al carrozzone NATO.

L'asse Washington-Buenos Aires é una alleanza militare che già nel 1998 ha permesso alla borghesia argentina di diventare "alleato principale" degli stati Uniti ai margini della NATO. Questo trattamento "privilegiato" permetterà al governo argentino di ottenere "gratuitamente" o acquistare a buon prezzo armamento americano. Con questa sottile operazione gli USA intendono sconvolgere l'equilibrio militare sudamericano in modo da attivare programmi di riarmo in tutti gli altri paesi della regione.
4- Creando e/o fomentando (come in Europa) scontri etnico-religiosi in situazioni sociali esplosive per meglio attuare la arci-nota e sempre utile strategia del divide et impera. Il terreno su cui si muovono gli aguzzini americani, spesso sotto copertura di missioni religiose o antropologiche, é quello delle infinite sfumature "etniche" delle minoranze indigene.
Noi e loro
E' importante rendersi conto della dimensione mondiale, internazionale della militarizzazione dei territori e delle società, comprenderne le ragioni di fondo. Ciò che accade ad Aviano e più in generale in Italia, é soltanto un tassello di uno scacchiere ben più ampio. Attualmente mentre LORO hanno una chiara visione d'insieme in quanto sono i pianificatori di tale scacchiere NOI, in questo senso, abbiamo ancora grosse difficoltà conoscitive ed interpretative. Il lavoro di contro-informazione ed inchiesta ha il preciso scopo di sopperire a questa lacuna, cercando di portare compagni e compagne ad un livello adeguato di conoscenza delle LORO strategie e dei LORO mezzi.
Le lotte sociali e contro la militarizzazione che qui, purtroppo in modo ancora frammentato, si stanno sviluppando non potranno, nel medio-lungo periodo non fare i conti organizzativamente con le lotte sociali e contro la militarizzazione che si portano avanti in altri paesi. Questo per ragioni ovvie: LORO questa integrazione e coordinazione internazionale la stanno già da tempo ampiamente dispiegando a tutti i livelli (economico-politico-militare). L'internazionalismo tra i lavoratori e gli oppressi di tutto il mondo rimane ancora (ad ormai cento e cinquanta anni dalla sua "scoperta") l'unica forza ispiratrice in grado di sfidare e sperare di rovesciare la LORO internazionale, quella del profitto e dello sfruttamento, dell'armamentismo, della distruzione dell'ambiente.